martedì 18 novembre 2008

Cinquantatre. Le bottiglie del Commissario.


Il commissario Vincent Aquarius è venuto a vivere con me. Insomma, dopo quella storia dell'elefante (leggi qui), per lui le cose si sono messe molto male. Chi volete che gli abbia creduto quando ha cominciato a raccontare di elefanti che volano? Solo io sapevo che stava dicendo la verità, ma io non sono niente. Io a malapena esisto, forse sono solo il sogno di me stessa tra vent'anni. Comunque, Vincent ha cominciato a bere, ed era normale che finisse così. Ma non si è messo a bere vino o birra, no: calvados e assenzio. A volte melanzando le due cose. Ha cominciato a vedere i topi volare, i delfini camminare a braccetto per strada e quando ha detto di aver visto un cane guidato da un cieco l'hanno licenziato. Era troppo.
E allora, che potevo fare? Io in casa mia ho intere riserve di calvados ma soprattutto di assenzio: l'ho invitato a vivere qui.
Così può sbronzarsi dalla mattina alla sera, e mi libera la cantina.
Gli ho dato l'altra stanza, quella libera (che poi è piena di cose) ma lui si è infilato nel mio letto. Non ho capito se è stato il gatto a cacciarlo o se voleva provarci. Glielo chiederò domattina. Adesso dorme. Meglio se mi giro dall'altra parte.

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