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mercoledì 1 gennaio 2014

Buon anno!

Tutti gli anni ricevo gli auguri di Santiago Montiel. Santiago Montiel è un illustratore argentino che vive in Francia, che mi ha fatto conoscere circa sette anni fa la mia amica argentina, Marialaura, e con cui ho collaborato ad alcuni lavori.
La sua illustrazione quest'anno la trovo magica, e voglio condividerla con voi.
Una piccola baita su una sperone di roccia innevato (tra l'altro questa sperone assomiglia molto al profilo di una balena).  In quella baita, ci sono io, e c'è l'Orso. Ci siamo arrivati dopo una lunga camminata durata anni. Sapevamo che ci saremmo arrivati, e che ci saremmo arrivati insieme. Adesso sulla baita, è giusto annunciare, senza risparmiarsi, con una grande, enorme insegna, che il 2014 sarà un anno luminoso, ma che è proprio da questa piccola baita, isolata e faticosa da raggiungere, che siamo riusciti a vedere l'immensità del cielo stellato e dell'universo.
Felice 2014 a tutti!

venerdì 28 ottobre 2011

Il suono del tempo.

Sono rimasto sul pianerottolo ad ascoltare i rumori della casa. Tutto era tranquillo. Mi sono chiesto perché nessuno riuscisse a sentirmi in questa calma. Poi mi sono messo ad ascoltare i suoni che la casa solitamente fa quando i suoi abitanti stanno in silenzio. Il pavimento scricchiolava nel suo processo di assestamento sulle fondamenta. I tubi gorgogliavano dentro le pareti. La caldaia ronzava. Mi sono aggrappato alla ringhiera in cima alle scale. Ho sentito qualcos'altro: il mio cuore che pulsava, il sangue che mi pompava nelle orecchie, il lontano ticchettio dell'orologio nell'ingresso, al piano di sotto. Era il tempo. Anche il tempo ha un suono. Non l'avevo mai sentito prima. Mi sono coperto le orecchie con le mani. Era assordante.
Siobhan Dowd, Il mistero del London Eye (uovonero edizioni).

domenica 17 luglio 2011

L'amaca.

martignano 2, inserito originariamente da valium83.

Oggi mi sono sdraiata sull'amaca, ero stanca dopo la notte bianca terminata alle quattro di mattina. Ho chiuso gli occhi, pensando, che bel silenzio, finalmente, dopo i botti dei fuochi d'artificio e la musica che per parlare dovevi metterti a urlare. Ma non era un vero silenzio. Ho teso l'orecchio e ho sentito il cinguettio degli uccelli, l'abbaiare di un cane, la tartaruga che si arrampicava sulla sua roccia, il gocciolare dell'acqua nell'acquario, il vento che muoveva le foglie degli alberi. E il rumore di un treno, di un aereo e delle auto. Lo sbattere di una portiera. Due uomini che parlavano, l'ascensore che saliva. Ma era tutto lontano. Mi sono addormentata. Mi piace il silenzio. È fatto di tanti piccoli rumori. È pieno di vita.

venerdì 31 luglio 2009

Parole.

Abbiamo una nuova vicina di casa: Elena.

Elena è rumena, e ha suonato alla porta per chiedermi del latte.

E' entrata ed è rimasta un'ora e mezza a raccontarmi dei suoi lavori, delle signore da cui va a fare le pulizie, che non riescono a metterla in regola. E' in Italia da un anno, marito e figlie stanno ancora di là, e forse ci resteranno per sempre. Intanto lei, qui, consuma giorni e mesi nella ricerca disperata di un lavoro, per guadagnare, accumulare e mandare di là.

Di qui di là, di là di qui, Elena parla parla parla parla parla parla parla parla parla solo lei. Mi ubriaca di parole, mi stordisce, mi confonde la mente con quel suo italiano maccheronico, ma come fa a parlare così veloce?, mi chiedo.

Io riesco solo ad annuire, a dire "certo", "per forza", "ma davvero", "eh figurati" e qualche "ma dai". Per il resto sono come in apnea.

Poi visto che non accenna ad andarsene, e l'ospitalità va bene, ma qui è questione di sopravvivenza, prendo ago e filo e le cucio la bocca. Come faceva la mia maestra quando voleva dirmi di stare zitta.

E finalmente respiro. E ascolto il silenzio.

sabato 29 novembre 2008

La principessa delle nevi.

Illustrazione di Patricia Lopez Latour

La Principessa delle Nevi era tutta bianca e gelida ed era sempre bella, perché il freddo non la faceva mai invecchiare, ma nessuno sapeva che dentro aveva un cuore caldissimo che la teneva viva. Ogni giorno, con la slitta, percorreva le lande desolate del suo regno in cerca di vita e ogni giorno vedeva che nonostante il freddo la vita resisteva: c’erano gli orsi, i pinguini e le foche, c’erano muschi e licheni, c’erano renne e cani.
La Principessa era buona e dava sempre giusti consigli, ma siccome era fredda tutti pensavano fosse malvagia. In fondo era meglio così, perché soltanto in questo modo le cose funzionavano.
Mari Lo e Guido Boletti, Lo specchio della luna

venerdì 28 novembre 2008

Tutta colpa del bianco.

Illustrazione di Lara Dombret

E venne l’inverno e la neve coprì tutto di bianco: la villa, il pozzo, la foresta, il tamburo invisibile, la rosa, anche la luna. Si vedeva solo bianco e non si sentivano rumori. Bruno era contento, il primo giorno. Il secondo giorno cominciò a guardarsi intorno: non poteva lavorare, non aveva nessuno con cui parlare perché quasi tutti gli animali erano andati in letargo, e la luna era scomparsa sotto una coltre pesante di nuvoloni grigi e neri che scaricavano tempeste e quintali di neve. Non poteva nemmeno passeggiare nel bosco perché faceva troppo freddo. Dopo una settimana, cominciò ad annoiarsi. Tutta colpa del bianco, pensò. Cosa avrebbe dato per un tenue giallino raggio di sole, per una gigante marrone cacca di cane, per un filo (uno solo!) di erba verde o un fiorellino rosa... insomma, in mezzo a tutto quel bianco, gli mancavano i colori, gli mancava la vita. E cominciò a meditare di andarsene dalla villa.
Mari Lo e Guido Boletti, Lo specchio della luna

lunedì 8 ottobre 2007

Silenzi/10.


A libro abierto, inserito originariamente da Ninio Confuccio.

Quando apri un silenzio di carta, qualcuno ti parla da lontano, colorando le pareti bianche della tua immaginazione con cammelli e balene, formiche rosse e pesciolini d'oro, gatti spazzacamino e nani bastardi.

lunedì 10 settembre 2007

Silenzi/9

Il silenzio disperato (o rassegnato?) di chi deve restare e vede gli altri andare via, è un silenzio fatto di luce e di segnali inviati nel deserto del mare. E' un silenzio che riesce a farsi vedere.

venerdì 10 agosto 2007

Silenzi/8

El silencio
Oye, hijo mio, el silencio.
Es un silencio ondulado,
un silencio,
donde resbalan valles y ecos
y que inclina las frentes
hacia el suelo.

Il silenzio
Ascolta, figlio, il silenzio.
E' un silenzio ondulato,
un silenzio,
dove scivolano valli ed echi
e che piega le fronti
al suolo.

(Federico Garcia Lorca, Poema del cante jondo)

venerdì 27 gennaio 2006

Silenzi/7. Non è un sogno


E' nevicato. E sta nevicando ancora. E continuerà finché non abbandoneremo le nostre stupide abitudini, finché non impareremo a camminare, finché le auto non saranno che bianche soffici collinette che evocheranno sogni infantili di hanselegretel, scenari williwonkesi, seni di fate nordiche. Continuerà finché non ci abitueremo al silenzio dei fiocchi che cadono. E non ne potremo più fare a meno.

sabato 10 dicembre 2005

Silenzi/6


Il silenzio si nasconde nei cortili delle case, tra i rami degli alberi secolari, dentro un pozzo, nelle lanterne, scavalca i balconi di ferro battuto e riposa nelle stanze delle antiche dimore.

venerdì 9 dicembre 2005

Silenzi/5


Ho trovato silenzio dove il mare e la terra si confondono nella loro immensità, dove il vento ruba i suoni per portarli lontano, dove le linee rette proseguono il loro viaggio all'infinito. Guardavo l'orizzonte e mi facevano male gli occhi.

martedì 20 settembre 2005

Silenzi/4

foto

Il bosco era fresco, umido e silenzioso
di quel silenzio pieno di rumori
di scricchiolii
di versi di animali
di vento tra le fronde
di battiti di ali

sabato 3 settembre 2005

Silenzi/3

foto di mister D. o di miss L.


Zzz ... zitta zitta
in silenzio
vado a zonzo sui monti
come una zingara
attenta a non far rumore

il silenzio è fatto di laghetti limpidi
e aquile che volano in alto
di vette irraggiungibili e aria rarefatta

il silenzio è fatto di sudore

il silenzio è fatto di zeta
come il mio nome
perché nel silenzio tutto finisce

ma ci sono un sacco di cose
animali e persone
che iniziano con la zeta
e che fanno molto rumore

per esempio
la zanzara
lo zufolo
la zampogna
lo zigare del coniglio
gli zoccoli del cavallo

il tordo che zirla
il nonno che zoppica
il contadino che zappa
il vicino che zurla
lo zampillo della fontana

e se vogliamo proprio vedere
anche lo zefiro fa un po’ di rumore
per chi riesce a sentirlo

e la zebra?
vogliamo parlare dei versi che fa la zebra?
o lo zafolo?

mercoledì 27 luglio 2005

Silenzi/2



Il silenzio è fatto di persiane socchiuse, di palpebre abbassate, di ombre e tenebra e sudore, di pensieri che entrano e escono, di acqua e limone.

lunedì 25 luglio 2005

Silenzi/1

foto di capitan D.


Il silenzio è fatto di onde del mare e fruscio d'oleandri e sassi sulla sabbia e parole pensate e vento di maestrale e ghiaia e sole che arroventa.