venerdì 16 febbraio 2007

Ventitre. L'acqua del vicino è sempre più azzurra.


L’acqua non è tutta uguale. E non è solo bevendola che te ne accorgi. La nostra acqua è buona, si beve, non ha odori particolari, eppure manca di qualcosa. E’ un’acqua povera, dura, senza colore. E’ un’acqua che non riporta in vita. Siamo noi a decidere se deve essere calda o fredda, con una stupida rotazione del polso. E non è la lingua, non è il naso ad accorgersi che quest’acqua non va bene. E’ il corpo che reclama i sulfobatteri, i vapori, le bollicine piccole e quelle enormi, il calore che non puoi regolare.
Ma se avessimo quest'acqua tutti i giorni, siamo proprio sicuri di essere immuni dal virus dell'assuefazione? E che dopo un po' non ci sembrerebbe più così speciale?

1 commento:

  1. se trenta e più anni di differenza devono per forza essere pieni di esperienze, di informazioni, di letture, di meditazioni, di vita insomma arricchita, trenta e più anni in meno hanno delle sensibilità sulla natura, l'ambiente, le condizioni nelle quali gli uomini si muovono e respirano e bevono e mangiano che trenta e più anni fa non si sono sviluppate perchè tutto era bevibile, mangiabile, respirabile. Ecco perchè è bellissimo confrontarsi e scambiarsi e non tacere. Parliamo, per favore.

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